Analisi regolamento tecnico F1 2026
a
cura di Angelo V.
Fonte: Wikipedia, Liberty Media
Mancano
solo 3 giorni all’apertura di nuove lotte, di nuove emozioni e di nuovi colpi
di scena che decreteranno il futuro campione del mondo. Inizia così il conto
alla rovescia che darà il via alla nuova stagione di Formula 1 2026. Per i veri
appassionati al mondo del motorsport sorge spontanea la domanda, quale team si
imporrà con questo nuovo regolamento tecnico? Il primo e vero appuntamento è
stato a Barcellona per sessioni a porte chiuse dal 26 al 30 gennaio.
Successivamente sono stati tenuti i consuetudinari test pre-stagionali (con la
prima sessione dall’ 11 al 13 febbraio e la seconda, aperta al pubblico, dal 18
al 20 febbraio a Bahrein). Quest’ultimi hanno permesso ai team di comprendere
più a fondo la vettura, valutarne le potenzialità e individuare le aree critiche
su cui intervenire in vista dell’esordio di Melbourne, si tratta pur sempre di
dati parziali, da interpretare con “le pinze”.
Tante sono le novità , cerchiamo di capirle insieme.
- La prima grande novità riguarda il numero di team
- Modifiche strutturali e meccaniche alle monoposto
- Format qualifiche
- Nuova procedura di partenza
Nikola
Tombazis, direttore delle monoposto FIA, sui canali della federazione ha
spiegato così il perché del nuovo regolamento: “Accogliamo
continuamente il cambiamento e dobbiamo apportare cambiamenti abbastanza
periodicamente. Dobbiamo migliorare la sicurezza, questo è un processo
continuo. Dobbiamo seguire le tendenze della società per la tecnologia. Questo
è ciò che stiamo cercando di fare… dobbiamo rendere le corse sempre più
emozionanti. Tutte queste cose rendono necessario cambiare i regolamenti
periodicamente.”
Ci si aspetta che le auto siano molto più impegnative
da guidare per i piloti. Ci sarà un po' meno carico aerodinamico sulle auto che
avranno una bella differenza visiva e saranno un po' più piccole nelle dimensioni, stanno cercando di realizzare quella che
chiamano Nimble car (un'auto agile) cioè
auto che sono piccole in tutte le dimensioni ed anche un po' più leggere con alcuni
segnali visivi nelle ali anteriori, le gomme e le ali posteriori saranno
diverse. Le nuove normative sulla power unit aumentano l'elettrificazione. Per
quanto riguarda le miscele si va verso carburanti sostenibili.
Le nuove vetture saranno più leggere (circa 30 kg
in meno), corte (per 20 cm) e strette (di 10 cm, si passa dai 2 mt dello scorso
anno ai 1,90 mt di quest’anno).
Dal punto di vista aereodinamico si torna al
fondo piatto eliminando i canali venturi, inoltre non sarà più al centro della
scena il DRS (nato nel 2010 quando la F1 attraversava un periodo con pochissimi
sorpassi. Celebre l’episodio verificatosi ad Abu Dhabi con Alonso che restò 40
giri dietro la Renault di Petrov. Quest’episodio fu una delle ragioni per cui
la Ferrari con Alonso non vinse il campionato piloti in quell’anno. Nel 2011
venne introdotto il DRS). La necessità di avere una doppia ala attiva,
anteriore e posteriore, nasce perché le monoposto avevano molta deportanza sull'anteriore
e poca deportanza sul posteriore. Se fino all’anno scorso il DRS veniva usato
nelle zone DRS a meno di 1 secondo dalla macchina avanti, ora il pilota, da
tutti i piloti sia quello avanti che quello dietro, durante il giro in vari
punti potrà passare da 2 modalità ad alta deportanza (corner mode) e a bassa resistenza (straight mode, macchina più
veloce data la diminuzione di drag). In caso piovesse per motivi di sicurezza
si utilizzerà l’aerodinamica attiva solo sull’anteriore. Dato che tutti possono
usare l’aereodinamica attiva per facilitare il sorpasso è stata introdotta l’overtake
mode, quando il pilota che segue si trova a meno di un secondo avrà maggiore
spinta dal motore elettrico
Passando alla PU parliamo di motori ibridi V6 1.6CC
e 570CV alimentati da carburanti 100% sostenibili. Non esiste più il MGU-H in
favore di un MGU-K più potente 350KW con 476 CV. Il motore elettrico è
collegato all’albero motore che crea energia, ma allo stesso tempo la recupera
con la frenata (lift and coast) oppure quando l’energia viene trasmessa alle ruote
una parte viene trattenuta dall’MGU-K per ricaricare la batteria. Dunque con
queste monoposto sarà fondamentale riuscire a gestire bene la ricarica della
batteria.
Dato la presenza di 22 piloti sulla griglia in Q1
verranno eliminati 6 piloti anziché 5 così come in Q2 in modo tale da avere 10
piloti nella Q3 che durerà 13 minuti anziché 12.
Le partenze saranno da fermo, nonostante alcune
critiche per “sicurezza”. Senza l'MGU-H, che in precedenza manteneva
elettricamente la turbina in rotazione eliminando il turbo lag, i piloti
non hanno più potenza istantanea allo spegnimento dei semafori. Per
"caricare" il turbo i piloti dovranno ora tenere il motore a regimi
altissimi, circa 13.000 giri, mentre sono fermi in griglia. La turbina richiede
tra i 10 e i 15 secondi di rotazione ad alti giri per raggiungere la
pressione di sovralimentazione ideale per lo scatto.
A primo impatto sembrerebbe che i motoristi con
un turbocompressore più piccolo riescano ad avere una maggiore efficienza con i
giri di motori alti eliminando il turbo lag (il tempo di attesa tra
il momento in cui il pilota schiaccia l'acceleratore e il momento in cui il
motore eroga effettivamente la potenza).
Ora non ci resta altro che seguire il rombo dei
motori e farci trascinare dalla passione per il motorsport. Monitorate la
nostra pagina per l’analisi dei weekend con qualifiche e gara.
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